Alejandro González

1971 -2015 Inkjet print su carta metallica edizione di 7 e 2 PA cm 61x105 e 5 e 2 PA cm 100x170
1972 -2015 Inkjet print su carta metallica edizione di 7 e 2 PA cm 61x105 e 5 e 2 PA cm 100x170
1973 -2015 Inkjet print su carta metallica edizione di 7 e 2 PA cm 61x105 e 5 e 2 PA cm 100x170
1974 -2015 Inkjet print su carta metallica edizione di 7 e 2 PA cm 61x105 e 5 e 2 PA cm 100x170
1975 -2015 Inkjet print su carta metallica edizione di 7 e 2 PA cm 61x105 e 5 e 2 PA cm 100x170
7 luglio del 1989
9 novembre del 1989
13 gennaio del 2013
22 di novembre del 2012
25 di dicembre del 1993
Qualsiasi giorno tra il 1965 e il 2012
Qualsiasi giorno tra il 1970 e il 2012
Un giorno del 1984
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BIOGRAFIA

ALEJANDRO GONZÁLEZ

Nato a L'Avana, 1974. Vive e lavora a L'Avana.

Realizza da autodidatta la sua prima serie fotografica nel 1999-2000 (Quién?/Chi? e Dónde?/Dove?), interessato a rappresentare con la fotografia documentaria la natura transitoria e precaria di tempo, spazi e soggetti della sua città alla fine degli anni Novanta.

La sua serie Habana: Futuro 2005 (Avana: Futuro 2005) esposta a LUMO’07. International Triennal of Photography, Filandia, 2007, definisce la vocazione dell’artista a ripensare la storia passata e presente della sua generazione e a riflettere criticamente sulla sua reale eredità e sulle sue carenze.
Al 2005 risale anche la sua serie AM-PM esposta alla 9° Biennale dell’Avana, con cui inizia la sua ricerca sulle fasce giovanili della società cubana. Con Conducta Impropia (Condotta Impropria), 2008, (Museo Quai Branly, Parigi, 2011) e Cuba año cero (Cuba Anno Zero), Havana Cultura Visual Art Project Fellowship, Paris, 2010, continua a riscattare l’etica, l’estetica e i diritti di coloro che sono visti come “diversi” e quindi emarginati per orientamento sessuale, comportamento o preferenze.

Con la serie più recente, Re-construction (2012-2015), Alejandro approda a una pratica fotografica opposta. Divisa in tre progetti fotografici, ha ricostruito con una meticolosità quasi ossessiva scenari che propongono una visione alternativa rispetto alle notizie ufficiali degli avvenimenti cubani (Re-construction, 2012, esposta nel 2015 presso la Galleria Art Forum di Bologna); i mega progetti del Governo Rivoluzionario che non sono mai stati portati a termine (The Mega-projects, 2013); gli eventi politici cruciali dei primi cinque anni della decade degli anni Settanta, che ebbero luogo quando la collassata economia del paese, lo ha portato all’affiliazione con il modello Sovietico come unico mezzo di salvezza (El Quinquenio Gris, 2015).
Tutto sembra essere storicamente perfetto nelle fotografie di Alejandro, la scena dà la sensazione di essere in grado di sostituire la realtà che imita, rimane tuttavia un sospetto approccio critico con cui l’artista ci suggerisce di rivisitare la storia che è stata vissuta a Cuba.

ALEJANDRO GONZÁLEZ

Born in Havana, 1974. He lives andworks in Havana.

He self-taught his first photographic series in 1999-2000 (Quién?/Chi? e Dónde?/Dove?), interested in representing with the documentary photography the transient and precarious nature of time, spaces and subjects of his city at the end of the nineties.

Hisseries Habana: Futuro 2005 (Avana: Futuro 2005) exhibited at LUMO’07. International Triennal of Photography, Filandia, 2007, defines the artist's vocation to rethink the past and present history of his generation and to reflect critically on his real legacy and his short comings. In 2005 his AM-PM series also exhibited at the 9th Biennale of Havana, with which he began his research on the youth bands of Cuban society. With Conducta Impropia (Improper Behavior), 2008, (Museo Quai Branly, Paris, 2011) and Cuba año cero (Cuba YearZero), Havana Cultura Visual Art Project Fellowship, Paris, 2010, continues to redeem ethics, aesthetics and the rights of those who are seen as "different" and therefore marginalized by sexual orientation, behavior or preferences.

With the most recent series, Re-construction (2012-2015), Alejandro arrives at an opposite photographic practice. Divided into three photographic projects, it has reconstructed scenarios with an almost obsessive meticulousness that propose an alternative vision with respect to the official news of Cuban events (Re-construction,2012, exhibited in 2015 at the Galleria Art Forum in Bologna); the mega projects of the Revolutionary Government that have never been completed (The Mega-projects, 2013); the crucial political events of the first five years of the decade of the seventies, which took place when the collapsed economy of the country, led him to affiliation with the Soviet model as the only means of salvation (El Quinquenio Gris, 2015). Everything seems to be historically perfect in Alejandro's photographs, the scene gives the feeling of being able to replace the reality that imitates, but there remains a suspected critical approach with which the artist suggests we revisit the history that was lived in Cuba.